Stories.AI
La fotografia come memoria algoritmica, l’algoritmo come occhio collettivo
Viviamo in un’epoca in cui la fotografia — per decenni baluardo della memoria
e della testimonianza — si trova improvvisamente affiancata da immagini che non provengono dalla luce, ma da stringhe di codice. In questo dialogo fra realtà registrata e realtà simulata, la serie Stories.AI si muove con un’intelligenza obliqua
e poetica, intrecciando linguaggi e sensibilità apparentemente inconciliabili: la fotografia analogica e l’arte generativa, la cultura visiva del passato e le estetiche algoritmiche del presente.
Nel cuore di Stories.AI troviamo narrazioni contraddittorie: da “Yakuza in a Jacuzzi”,
che mescola l’irriverenza pop all’iconografia mafiosa, a “The New Social Model”, ritratto algido di tecnologie che ridefiniscono le relazioni umane; da “Children Invasion”, inquietante riflessione sugli spazi urbani invasi dall’innocenza, a “Together Apart”, specchio poetico delle nostre nuove forme di socialità virtuale.
In un contesto dove l’arte fotografica viene spesso percepita nel Web3 come un linguaggio “chiuso”, definitivo, Stories.AI ribalta la prospettiva: la fotografia diventa materiale vivo, flessibile, permeabile alla manipolazione algoritmica.
-In “Dispenser”, il frontale di una moderna erogatrice di sensazioni diventa campo di
sperimentazione generativa.
In “Mannequin Lives”, il confine fra oggetto inanimato e soggetto antropomorfo si dissolve sotto la pressione di algoritmi che reinventano posture e gesti.
Le immagini di Stories.AI plasmano uno spazio visivo ambiguo: fotografie che sembrano uscite da un sogno elettronico, o render generativi intrisi di nostalgia analogica.
“White House Chronicles” rilegge l’iconografia del potere con distorsioni che rimandano a uno scenario di finzione politica.
In “Holy Rebellion”, il sacro si mescola al glitch, restituendo una visione dissacrante e
sacralizzata al tempo stesso.
Altri titoli — da “The Amazon Wedding” a “Faith and Religion”, da “Mirror, Mirror on the Wall” a “Just Married” — scandiscono i capitoli di un romanzo visivo che alterna humour e introspezione, ironia e mistero.
Stories.AI è una riflessione sul futuro della memoria visiva.
È un progetto che non si chiede più se un’immagine sia vera o falsa, ma solo se possa ancora emozionare, interrogare, sopravvivere.
In un mondo dove anche i ricordi sono generati, queste opere — da “The Last Man on Earth” a “We Are Lying” — sono ciò che resta del nostro passato... immaginato dal futuro.
Le opere sono disponibili in una tiratura limitata di cinque esemplari, proposti in due formati: base 70 cm o base 100 cm.








